mercoledì 26 ottobre 2011

Tra narrazione e cronaca: la vera storia della monnezza


Alla fine negli occhi di Ulderico Pesce c'era tutta la stanchezza di un uomo che ha affrontato un lungo monologo, ma anche la forza di chi usa la sua arte per promuovere, denunciare e raccontare. Forse chiedevano persino scusa quegli occhi, ad un pubblico che per 80 minuti lo ha seguito, quando dopo i doverosi inchini ha rubato ancora qualche minuto per far conoscere le battaglie che sta portando avanti, promuovere gli altri due spettacoli della trilogia che andranno in scena anch'essi al Teatro Ambra alla Garbatella, e scherzare un po' con un uomo ben vestito per accertarsi che non fosse un avvocato. Perché è chiaro, fare teatro come lo fa Ulderico Pesce inevitabilmente ti porta ad avere molti nemici. Infatti, racconta, proprio ieri è arrivata una querela da parte di un'azienda citata nello spettacolo.
Alla fine, nessuno si è annoiato. Tutti gli spettatori hanno ascoltato con interesse, hanno riso ma anche riflettuto uscendo con un bagaglio di conoscenza più ampio. L'Italia dei rifiuti, come nessuno la racconta, come le cronache di tv e giornali non hanno il coraggio di affrontare. Ci vuole, per questo, tutta l'energia e l'impavidità di un uomo solo su un palcoscenico, convinto che una rivoluzione possa partire da un teatro e contaminare la società: una rivoluzione di verità e coscienza. Ed anche se qualcuno decidesse di raccontarla, non avrebbe probabilmente la stessa potenza attrattiva. Lui è lì, su un palco, luogo principe nel quale affrontare e denudare l'uomo. "Il teatro deve reggere lo specchio alla natura" dice Amleto, e Ulderico Pesce regge il fragile specchio di un paese sul precipizio dell'illegalità. Ha affrontato con brillantezza l'argomento, lo ha condito con la narrazione di personaggi inventati (ma non troppo), ci ha messo dentro l'ironia necessaria per aprire i cuori attraverso un sorriso e in quei sorrisi ha messo poi l'amara verità. Perché si deve sorridere pur nella consapevolezza del male. Se sai sorridere allora puoi rinascere, sai qual è il tuo punto di partenza per scoprire le carte necessarie per far ripartire la tua vita, il tuo paese. Ulderico Pesce ne ha tre di carte: l'asso di bastoni, l'asso di denari e quello più importante, l'asso di monnezza. È la carta in cui Nicola, protagonista insieme alla moglie Marietta e gli altri figli di questa storia di monnezza, racchiude tutta la fortuna nel gioco delle tre carte. La carta sporca che ti fa vincere: e Nicola vince, perché "come ammucchia lui la monnezza, non l'ammucchia nessuno", perché in un paese nel quale non esiste una legge che riconosca i reati contro l'ambiente, a vincere sarà sempre l'asso di monnezza. Nicola prende i rifiuti dagli industriali del nord, li smaltisce illegalmente al sud sfruttando qualche agricoltore in crisi, ha un giro milionario, sogna Malagrotta. Uno spettacolo che si colloca a metà strada tra una narrazione e una cronaca, l'espediente narrativo si mette al servizio della nuda realtà emergente dalle viscere della terra inquinata: sono dati, sentenze, nomi di politici, di capi, di aziende. Sono dinamiche sconosciute o quasi, sono traffici che non t'aspetti, o almeno non di quelle proporzioni. Ulderico Pesce racconta, a volte scende in platea e spilla soldi col gioco delle tre carte (restituiti ai legittimi proprietari a fine spettacolo), si commuove e piange: è il racconto di una mamma gruccione, la quale cerca in tutti i modi di salvare il suo primo piccolo dall'incendio appiccato in un campo per bruciare rifiuti tossici. Una lacrima che è scivolata via, carica di trasporto, che nemmeno il fuoco ha potuto asciugare. Sperando che continui a brillare, arrivando ancora a tante persone.

Recensione di Alessandro Giova

visto il 26 ottobre 2011

Le petizioni di Ulderico Pesce

ASSO DI MONNEZZA (fino al 30 ottobre)
di e con Ulderico Pesce
coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano
durata: 80 min

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA
Piazza Giovanni da Triora 15 - Roma
06-8117390
Biglietti: 17€ (13.50€ se prenoti con Atrapalo)

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Completano la trilogia di Ulderico Pesce in scena al Teatro Ambra alla Garbatella:

FIATo SUL COLLO (1 novembre - 6 novembre 2011)
di e con Ulderico Pesce

racconta la vita di Antonio e Angela. Lavorano nello stabilimento lucano della Fiat-Sata di Melfi. Vivono ad Acerenza (PZ) e quando nel 1994 la Fiat seleziona gli operai da assumere attraverso contratti di formazione lavoro, parte il loro “sogno americano”: entrare in Fiat ed avere lo stipendio fisso. (più info)

A COME.... AMIANTO (8 novembre -13 novembre 2011)
di e con Ulderico Pesce

A come… Amianto è la storia d’amore tra Nico e Maria (più info)

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