giovedì 24 maggio 2012

Closer - Teatro Cometa Off, 22-27 maggio. Recensione




Occorre fare una premessa: probabilmente siamo capitati nella serata sbagliata. Alla fine sembrava che gli attori non vedessero l'ora di rientrare nei camerini anziché prendere gli applausi; qualcuno degli attori ha persino sbuffato durante gli inchini di rito. Qualcosa deve essere andato storto. Capita. Capita soprattutto nella "maledetta seconda", conosco quella sensazione che si prova quando sai che il tuo spettacolo ha avuto un calo rispetto alla prima e non vedi l'ora di scappare. Per i lettori che non hanno provato l'esperienza attoriale è bene spiegare: accade spesso che la seconda abbia un calo adrenalinico rispetto alla prima. Alla prima si è carichi, concentrati, energici, si fa un grande sforzo e ci si toglie il fardello accumulato in mesi di lavoro. Togliersi il peso del debutto comporta generalmente un calo di energia alla seconda replica. Ora caro lettore, non fare che boicotterai tutte le seconde. Non è sempre così: anzi, spesso è un calo di cui si rendono conto soprattutto gli attori e chi lo spettacolo lo ha vissuto sulla propria pelle.

Closer è un testo di Patrick Marber che ha debuttato con successo nel 1997 a Londra. Un testo interessante, tanto che da esso è stato tratto anche un film. Quattro personaggi, due coppie, un intreccio ed una evoluzione ambigua e complessa. Il filo su cui, come acrobati, si muovono i quattro personaggi, è un percorso vertiginoso oscillante tra amore e sesso. Il linguaggio è spesso crudo, il sesso prevale sovente sull'amore, la menzogna anticipa la verità, la gelosia è una costante che mina le fondamenta emotive dei personaggi. Dodici quadri in cui lo scontro di coppia è trattato con estrema asprezza, ma che porta certamente lo spettatore a riconoscersi nelle situazioni. Proprio per questa potenza espressiva Marco Tassotti posiziona i quattro attori in una scatola nera, senza scenografie ma soltanto qualche arredo funzionale all'azione in determinati quadri. Questo per non ostacolare l'evoluzione della giostra che gira vorticosamente intorno alle due coppie. Difficile dare una valutazione complessiva e unitaria, perché da quadro a quadro la forza cambia. Ciò è dovuto anche alla scelta di far sì che il testo solo costituisca il tutto: inevitabilmente alcune scene rischiano di essere più coinvolgenti e riuscite di altre. Inoltre, una tale struttura, necessita di una prova superlativa da parte degli attori, non possono e non devono esistere "maledette seconde": se crolla la parola, crolla l'intero spettacolo. Invece lo spettacolo è proceduto a sbalzi, i quali hanno avuto il loro picco di godibilità soprattutto nelle scene in cui compariva Fabiana Lazzaro (Anna), protagonista di una interpretazione profonda e tutta emotiva, in grado di prendere e trainare le emozioni dalla platea al palcoscenico. Il resto del cast sembrava pagare leggermente la scelta registica, ognuno trascindando un diverso peso, come fossero stretti in uno spazio angusto anziché disporre di un intero palcoscenico. Data anche l'esperienza di anni di molti, ci si augura che sia stata davvero una maledetta seconda, perché deficit come il non prendere la luce, specialmente quando la luce rimane a metà attraversando e disegnando una fastidiosa linea retta su corpo e viso, o la mancanza di timbro nelle scene intime che portano a non udire le battute a partire dalla terza fila (la nostra posizione), costituiscono davvero un limite eccessivo. Più in generale si percepiva un abbassamento di tensione elettrica, poche scariche, una scatola nera necessita di molta più energia, di vibrazioni. Una scintilla di cui gli stessi attori hanno probabilmente percepito l'assenza. Tuttavia il testo sa davvero trasmettere molto, anche nelle serate peggiori, e più che da cestinare lo spettacolo sarebbe da revisionare. Gli stessi commenti del pubblico sono stati contrastanti; per taluni un sì, per talaltri un no. Per noi né sì pieno, né no assoluto: andate e valutate, è sempre la scelta migliore.
Recensione a cura di Alessandro Giova

CLOSER 
di Patrick Marber

Regia di Marco Tassotti
con Cristina Arnone, Fabiana Lazzaro, Alessandro Sena e Danilo Vanella

dal 22 al 27 maggio al

TEATRO COMETA OFF 
Via Luca Della Robbia, 47 - Roma
Biglietti: €10.00 - Ridotti: €7.00 

 

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