mercoledì 24 ottobre 2012

Core Spezzato di Carmine Borrino, Teatro Millelire 23|28 ottobre. Recensione




Alla fine abbiamo un po' scherzato con i gestori del Teatro Millelire. C'era un malumore da sfogare attraverso la penna ed una recensione spietata: non ce ne hanno dato la possibilità, l'applauso è a piene mani, il buon teatro sa rimediare ad ogni cruccio. Usciamo rinvigoriti, soddisfatti e non possiamo che lasciare nella penna quella freddezza analitica che è un utile strumento di vivisezione. E qui dobbiamo prima di tutto muovere un elogio ai proprietari del teatro, i quali hanno improntato la stagione sulla linea della selezione e non come è d'uso in molti spazi dell'acchiappare tutto purché paghino la sala. Un inizio sicuramente promettente e, se è vero che non tutto è stato di nostro assoluto gradimento, è pur vero che non abbiamo assistito a spettacoli catastrofici di teatranti improvvisati, bensì a lavori spesso interessanti seppur migliorabili. Quello di stasera è stato invece una piccola, inattesa gemma. Non dovremmo lasciarci andare così, forse i più voraci critici troverebbero pur da criticare – noi siam primariamente nell'ordine attori/spettatori/recensori – ma ci siamo lasciati rapire dalla sua vitalità, dalla viscerale intensità dei tre interpreti. La penna ed il taccuino hanno giaciuto impotenti sotto la seggiola.
Un lavoro attraverso il quale Borrino esplora la tematica del dolore, che non manca di aprire altri spunti riflessivi, quali l'appartenenza, la cultura, la televisione che ci fa oscillare tra la realtà fisica ed una realtà da fiction. Tre personaggi semplici, non dall'alto profilo culturale, che tuttavia Borrino riesce a non tramutare in luoghi comuni o caricature, bensì li allontana dal pregiudizio mettendone in luce con chiarezza e umanità i sentimenti. Un realismo dei sentimenti che non sfocia nel puro realismo scenico, ma preserva un equilibrio tra verità e teatralità. Lo stesso tema dell'illusione televisiva è una bella fotografia, pur non diventando tesi dominante, mantenendo così centrale - arricchendola di interessanti sfumature - la tematica della sofferenza amorosa. Intenso, appassionato, tra i lavori più apprezzati al festival del Teatro di Positano, Core Spezzato è un parente stretto della sceneggiata, riprendendone alcune caratteristiche strutturali, ma contestualizzandole ad un linguaggio e ad una società mutati; una sceneggiata probabile, come l'ha definita lo stesso Carmine Borrino, autore, regista e interprete della pièce. Rinchiudersi tuttavia nella definizione di genere è superfluo, perché ciò che più conta è ciò che viene trasmesso; importante è dunque il come non tanto il cosa. Il come di Core Spezzato è qualcosa di pulsante, sanguigno, capace di aggrovigliare lo stomaco e trascinare all'interno di una verosimiglianza emotiva oscillante tra la realtà e la finzione onirica. La drammaturgia di Borrino è essenziale, tagliente, diretta, ricca di pause intelligenti e assai più piene delle parole stesse, senza battute in eccesso. C'è tanto di non detto nella contesa di quel piccolo maschio napoletano, in quel core spezzato della ragazza ucraina napoletanizzata a suon di promesse (Melania Esposito), in quella sensualità mediterranea della giovane e determinata ragazza napoletana (Sara Sacconi); tanto di sospeso, di vibrato solo attraverso uno sguardo o il corpo, un silenzio che si tende fino a spezzarsi per il colpo di scure della parola improvvisa. Questo in un recinto scenico costruito con estrema semplicità, tuttavia non privo di efficacia e non orfano di effetti – seppur garbati - teso anche a richiamare alla mente la miseria di una certa realtà sociale. Ed è nella semplicità che più acquista dimensione e concretezza la dimensione attoriale, la quale qui è un magma zampillante un'emotività tutta di pancia che arriva a perforare il muro che divide platea e palco, finendo per farti cadere e dimenticare la penna: bravi, pieni e generosi. Non c'è nulla di troppo, arriva, ti investe, ti lascia scoperto: si percepisce appena il ronzio del televisore che riempe, riempe il palloncino delle nostre speranze attraverso un oroscopo. Da vedere.
Alessandro Giova


CORE SPEZZATO
scritto e diretto da Carmine Borrino
con Carmine Borrino, Melania Esposito, Sara Sacconi

23 | 28 ottobre presso

TEATRO MILLELIRE
Via Ruggero de Lauria 22, 
Biglietti: €12 - Ridotti: €8 
Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia 

 

Nessun commento:

Posta un commento