venerdì 12 ottobre 2012

Il favoloso mondo di.. Rappa. La macchina dei desideri, Piccolo Eliseo fino a 4 novembre




A chi sa attendere il tempo apre ogni porta (cit.) 

Questo è un piccolo blog. Questo è un piccolo blog che si colloca lontano dalla realtà. Questo è un piccolo blog che a suo modo parla di teatro. Un piccolo blog che raramente parla dei grandi, perché si sente piccolo e non degno; non propone verità, ma parla di quel che sente in base a ciò che è ed alla propria esperienza. Un piccolo blog che vuole appartenere ad un mondo ed ama la magia: e quando una sera, sedendo in teatro scopre la magia, è felice di appartenervi. Ha un desiderio questo piccolo blog: vedere il Piccolo Eliseo popolarsi di desideri, di gente in fila per assistere a La macchina dei desideri di Giampiero Rappa. Affascinante, divertente, commovente, uno spettacolo che può allietare i gusti di tutti: la storia Obetrek e dei suoi abitanti, un villaggio colpito dalla crisi economica e dalla siccità; un luogo senza tempo, ammesso che la parola tempo abbia realmente un significato; due commercianti, una macchina dei desideri. Un viaggio di un'ora e mezza in un reale incantato che potrebbe essere un minuto o un'eternità. Così Rappa ci rapisce, così scardina i tabù del teatro contemporaneo e del suo mercato, con estro, coraggio e un po' di incoscienza. Una sfida e una scommessa è la macchina dei desideri, perché tenta di oltrepassare il racconto del reale con il reale, narrando invece attraverso una fiaba; perché preferisce ai periodi brevi i periodi lunghi, che all'asciuttezza che vuole apparir vita antepone un linguaggio poetico di giochi letterari. Una formula che dà piena forma e libertà all'espressione degli attori (e onora il mestiere), i quali ripagano abbondantemente autore, pubblico e se stessi. Non ultima la scelta di creare un testo con otto attori (tredici personaggi), evento raro per un testo contemporaneo dove quattro personaggi sono già un lusso. Ragioni di mercato si dice, ma oseremmo dire anche ragioni di merito: maggiore è il numero dei personaggi, maggiore sarà la complessità del loro sviluppo. Ma Rappa è drammaturgo capace, quadrato, in grado di creare i propri personaggi con attenzione e delle caratteristiche precise, ognuno con una propria identificabilità, con obiettivi ben definiti, dando concretezza anche a quei divertenti e grotteschi personaggi secondari (ma non marginali) che appaiono per una sola scena. Il teatro che racconta storie, il teatro fatto anche di artifici noti e consolidati ma messi al servizio del contemporaneo, magari con una spruzzata di nostalgica magia, un teatro che non è puro concetto, ma unisce storia e concetto. Crediamo, speriamo, che la macchina dei desideri questa sfida possa vincerla, perché se proprio non può piacere a tutti, piacerà a molti: lo capiamo dagli sguardi in platea, dalle vibrazioni che percorrono il pubblico, dagli attimi di silenzio a quelli di più vivo giubilo, da come gli animi si adattano a ciò che avviene, dai visi più soddisfatti che infelici al suo termine.
E già, già ci par di udire taluni suonatori stonati reclamare il proprio tempo, la propria realtà, ma è proprio nel raccontare il reale attraverso il reale che si rischia il puro documentare, che si deprime il racconto privandolo del futuro, rendendolo parola chiusa e circoscritta al proprio tempo. La fiaba: essa porta in sé i caratteri dell'eternità e con essa Rappa dimostra d'essere il più vero di tutti. Non siamo forse noi quelli delle crisi che, ancor prima che economiche ed ambientali, sono una crisi dell'Uomo? Non siamo forse noi a distruggerci con i nostri desideri frivoli e confliggenti, incapaci di andare oltre il nostro naso e desiderare la pioggia? O noi che esaltiamo la purezza e l'altruismo di un bambino, del quale poi corrompiamo l'animo demonizzandolo? Siamo noi, sì, e lo scopriamo grazie ad una fiaba che sembra non aver tempo, né luogo, ma al tempo stesso ci rappresenta tutti. Perché se qualcosa manca, oggi, al teatro e alla vita, non è la sofisticheria, ma quel po' di poetica magia, quel po' di semplicità fiabesca che tenti di divenire universale. E uscendo dal teatro, non c'è più quella Roma chiassosa e intristita, gli occhi son ancora velati di sogno, la gente dallo sguardo incantato stringe tra i pugni un cartoncino colorato e corre, corre verso la macchina dei desideri (esiste!) posta davanti al Teatro Eliseo che raccoglie ogni sera centinaia di desideri lasciati da passanti e spettatori. Quello che all'inizio sembrava un semplice gioco è diventato di colpo un qualcosa di serio, un qualcosa cui si crede davvero e tutti hanno un aspetto più solenne nell'infilare il proprio desiderio, sperando che funzioni veramente. Una favola? A noi piacciono le favole. Meraviglia.

Recensione a cura di Alessandro Giova


LA MACCHINA DEI DESIDERI
scritto e diretto da Giampiero Rappa
con Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Massimo De Lorenzo, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo, Mauro Pescio, Antionio Zavatteri

9 ottobre | 4 novembre presso

TEATRO PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
Via Nazionale 183, Roma 
Tel. 064882114 | 0648872222
Biglietti: €22 - Online: €18 - Promozioni speciali: €10

 

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