mercoledì 21 novembre 2012

Campane da salotto, da Achille Campanile, Teatro Millelire 20 | 25 novembre

Immaginate un uomo che lavorava come cronista; che questo debba scrivere un articolo su di una donna la quale ogni giorno si recava a portare fiori alla tomba del marito morto, che un giorno tale donna venga trovata morta sulla tomba; immaginatelo svolgere il suo lavoro come sempre, il freddo lavoro cronistico, per poi titolare il pezzo "Tanto va la gatta al lardo". Spiazzante, geniale, anticonvenzionale. Questo era Achille Campanile, o almeno questo la leggenda ci narrà dei suoi inizi. Scrittore, drammaturgo, giornalista, soprattutto umorista. Uno stile inconfondobile, assurdo e paradossale, un distillato di giochi di parole, in apparenza semplici, in realtà frutto di una ricerca minuziona, estremamente logica ed una grande conoscenza della lingua. Campane da salotto è il lavoro con cui Alessandra Frabetti e Marcella De Marinis rendono omaggio al grande umorista. Un po' dimenticato in cassetti disincantati di una risata che non abbiamo più, al Teatro Millelire le due attrici propongono un assaggio umoristico con brani scelti dall'ampio repertorio. La logica dissacrante dell'arte lessicale, che demolisce ogni forma di convenzionalismo, che vortica come una giostra impazzita, qui vuole - o tenta di - legarsi ad un filo, che è soprattutto quello di far emergere l'esperienza di madre e di figlia delle attrici.
Sono specialmente racconti o stralci di romanzi, tra cui si inserisce una scena della pièce teatrale Visita di condoglianze e de Il povero Piero. Il resto dei brani sono estratti da Vite degli uomini illustri (Cornelia e i Gracchi, Lord Brummel), dagli Asparagi o dell’immortalità dell’anima (Le seppie coi piselli), dal Manuale di conversazione (La quercia del Tasso) e Agosto moglie mia non ti conosco. Una scelta in cui ha prevalso la narrativa, piuttosto che il teatrale, traducendosi dunque in un reading, in cui fondamentale diventa la capacità di creare dinamicità attraverso il solo uso della voce. Questo certo non ha agevolato uno spettacolo che, pur avvalendosi dei testi di un funalbolo della parola, è sembrato rotolare con fatica, l'approccio non ha mascherato una semplicità e forse addirittura una certa scolasticità interpretativa. Le due interpreti, nonostante abbiano mostrato buone qualità vocali e un'ottima dizione, si sono un po' impantanate nella buona lettura, senza il divertimento di scomporre e vorticare esse stesse insieme alla parola. Insomma, "l'umorista, diceva Umberto Eco, è uno che sente il ridicolo del senso comune e dunque è portato a fare l'opposto", dunque perché lasciare che la tecnica ristagni nell'eccessivo rigore, non prenda piuttosto il volo, non si inerpichi con destrezza sul filo dell'arte vocale e interpretativa? Mancavano note briose e imprevedibili, ma forse la narrativa di Campanile poco si adatta ad una lettura in pubblico e più attenzione poteva darsi a brani teatrali o con un approccio più diretto. Variabile che ha aggiunto un po' di vivacità, è stato l'intervento di Maurizio Micheli, cui pochi minuti sono bastati per strappare risate ad un pubblico perso in un religioso silenzio contemplativo e gustativo delle seppie coi piselli. Micheli è solo il primo ospite, cui seguiranno tra gli altri (non in ordine di apparizione) Ivano Mareschotti, Paila Pavese, Roberto Latini, Lino Guanciale. Ogni sera infatti, un ospite a sorpresa offrirà al pubblico il proprio approccio ai testi di Campanile o una propria personale interpretazione, sempre in chiave umoristica.
 Alessandro Giova

CAMPANE DA SALOTTO
liberamente ispirato ai testi di Achille Campanile

regia Alessandra Frabetti
con Alessandra Frabetti e Marcella De Marinis

20 | 25 novembre presso

TEATRO MILLELIRE
via Ruggero de Lauria, 22
Biglietti: intero €12 -  ridotto €6.50 prenotando online  

 

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