giovedì 29 novembre 2012

Coma profondo, Teatro Millelire 27 nov - 12 dic. Recensione

La cosa che più amiamo del teatro è la sua capacità di potere creare ambienti, reali o immaginari, riuscire a penetrare anche in quei luoghi che a noi rimangono invalicabili. Così, è possibile immaginare un cervello umano, il suo interno, popolarlo di personaggi, attingendo da Freud e dalla fantasia. Questo è ciò che accade in Coma Profondo, la nuova commedia del giovane gruppo teatrale diretto da Simone Iovino e Emilia Di Pietro, in scena al Teatro Millelire fino a domenica 2. Ci troviamo all'interno del cervello di un uomo in coma. Partendo da questo piccolo incidente, di cui non si conosce la causa, Simone Iovino ha costruito un testo che strizza l'occhio al teatro dell'assurdo. Non a caso uno dei personaggi che gironzola ciabattando nel cervello del pover'uomo si chiama Beckett. È la figura più enigmatica della pièce, quella che tutto sa ma nulla dice, che vive in una bolla immagifica e gira in vestaglia tra le sinapsi. È il Beckett che è in ognuno di noi, la parte folle, assurda, l'Ego, il tutto e il niente, ognuno può dare la sua interpretazione. Gli altri personaggi, sono una trasposizione teatrale di alcuni elementi dell'inconscio: troviamo ES, dalle irrefrenabili pulsioni erotiche e alla continua ricerca del piacere; il super-io, testimone diretto delle azioni effettuate dall'uomo prima del coma; infine l'istinto di conservazione, il quale tenta una disperata ricostruzione dei fatti per poter intervenire. Un'idea davvero apprezzabile e originale, un'ora di accesa diatriba nella mente di un corpo inerme. Quello che in ogni momento avviene nella nostra mente, siamo noi coscienti o incoscienti, reso pubblico ed evocato con dei toni non da psicanalisi, ma con istrionico spirito comico. C'è da immaginarselo, l'istinto di conservazione, il quale riposa fino al momento dell'azione, brancolare nel buio dei fatti, alla ricerca di una causa per poter finalmente intervenire, cercare un indizio nei racconti del Super-io, impegnato a progettare sogni, o rivolgendosi ad Es, un fanciullo dalla memoria corta e continuamente alla ricerca di una soddisfazione sessuale, o ancora all'imperscrutabile Beckett, sempre disperso in qualche altro mondo. Una ricerca che ripercorre vent'anni della vita dell'uomo, da quel lontano 1992, cercando un dato, un indizio: nomi, Don Calogero, fatti, banche, massoneria, controllo del mondo. Un universo di movimenti segreti che attinge un po' dalla teoria del complotto (mantenendo comunque l'ago oscillante tra teoria, realtà e finzione) che non appare da intercettazioni ma si vede dall'interno di chi ha agito concretamente. Sullo sfondo l'immagine vegetativa di una camera d'ospedale, gli transitano accanto infermieri, medici, la moglie, si viaggia nella memoria emotiva a lungo termine, intoppi, imprevisti, nuovi indizi. Questo ed altro accade nel cervello, mentre noi viviamo, mentre noi moriamo, mentre noi siamo. Uno spettacolo che non annoia i presenti, che mostra uno scarto evolutivo rispetto al precedente lavoro That's Amori, più strutturato, fantasioso e azzardato. Un andare gradevole, ma proceduto a sbalzi, dall'inizio scoppiettante e seguito da un'evoluzione che non sempre riusciva a tenere lo stesso passo. Mattoncini che mancano, nell'articolata rete sinapsica, sono quelli di un consistente nucleo evolutivo centrale, che si affida soprattutto alle apparizione dell'esilarante Es (Josafat Vagni, il quale insieme al Beckett di Matteo Vanni sono i personaggi più riusciti), vera spina nel fianco dell'instinto di conservazione del buono Edoardo Andreani. Alcuni inconvenienti, come i personaggi che entrano nella sala d'ospedale, o alcuni viaggi nelle funzioni più interessanti della memoria, sono divertenti diversivi che rimandano continuamente la narrazione - risultata un po' nodosa - degli avvenimenti da parte del troppo acuto Super-io di Mariangela Calia. La sensazione è dunque di un lavoro ancora con dei margini enormi di crescita (e in un campo come la mente la libertà di movimento è infinita), che se si arricchisse di elementi narrativi più concreti, elevando l'istinto di conservazione e il Super-io al livello di Es e Beckett, potrebbe diventare uno spettacolo amatissimo. Già qualcosa di più si muove, perché Coma Profondo diventerà anche una web-series: e mo' so' cazzi! (cit.)

Alessandro Giova

Ti interessa? Prenotalo ridotto €12 €6.50 

COMA PROFONDO
di Simone Iovino
regia Simone Iovino e Emilia Di Pietro
con Edoardo Andreani, Josafat Vagni, Mariangela Calia e Matteo Vanni
Video Giacomo Cursi

dal 27 novembre al 2 dicembre, ore 21.00 domenica ore 18.00, presso

TEATRO MILLELIRE
Via Ruggero de Lauria 22 - Roma
Biglietti:intero €12 - ridotto €6.50 prenotando con Atrapalo

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