sabato 23 febbraio 2013

Schegge di Shakespeare, 21-24 febbraio. Teatro Testaccio. Recensione

Se un giorno gli alieni invadessero la terra, sicuramente tra le cose che porterebbero via per studiare la natura umana ci sarebbero le opere di Shakespeare. Forse più d'ogni altro cimilio terrestre, esse possono aiutare gli studiosi extraterrestri a capire l'uomo. Non è un caso che la sua immensa eredità abbia cavalcato i secoli, rimanendo un punto di riferimento per la letteratura teatrale per 400 anni. Da quel tempo nessuno più è stato in grado di fare una fotografia così chiara delle varie forme che può assumere la nostra esistenza. Ed è il motivo per il quale spesso si rimane stravolti, impietriti, incapaci di andare avanti e dire qualcosa che sembri nuovo, perché tutto sembra essere stato detto. Capita di innamorarsi del Bardo, come capita di odiarlo. Quest'ultimo sentimento deriva probabilmente dall'incapicità di afferrarlo, ma anche dall'eccessivo tedio accademico con la quale - in buona fede - il nostro sistema scolastico ci educa. Gli stessi teatranti hanno contribuito a demonizzarlo, attraverso uno svuotamento di senso che è caduto nella staticità e nell'enfasi. In ultimo è una questione di linguaggio, un'elaborata elasticità linquistica e poetica che per chi non mastica poesia è difficile da afferrare al primo colpo. Eppure nonostante sembri incapibile parla proprio di noi, ancora oggi, e se parafrasiamo le sue parole ci accorgiamo di quanto sia moderno. Ci vorrebbe solo un buon cuoco, che sappia amalgamare gli ingredienti e renderli digeribili anche ai palati più rozzi. Il nostro gourmet si chiama Stefano Mondini, come tanti stregato dal fascino shakespeariano, come pochi impegnato in una crociata per riconciliare il mondo con Shakespeare. Con Schegge di Shakespeare Mondini fa un po' quello che Benigni ha fatto con la Divina Commedia: lo rende intelligibile, ne estrae il succo ricavandone una bevanda gradevole da somministrare a chiunque. Partendo da alcuni dei testi più rappresentativi - ma non esaustivamente, perché sarebbe un'operazione troppo lunga - Mondini ha estrapolato monologhi e dialoghi, analizzandoli e parafrasandoli servendosi spesso, per aumentare digeribilità e gusto, del dialetto, che più colore e sapore riesce a dare a certe espressioni. Dopodiché la parola va ai diretti interessati, ai personaggi appena illustrati, che daranno vita senza più lati oscuri alle parole. Rappresentazione in cui si alternano cinque giovanissimi attori e attrici - o per meglio dire allievi attori - che hanno la fortuna di affrontare un monumento del teatro senza tuttavia rimanerne schiacciati e macchiati indelebilmente, a cui si aggiungono due rievocazioni a cura dello stesso Mondini (Enrico V e Riccardo III). Tutto è estremamente chiaro e semplice, non si ricerca una chissà quale forma, ma l'intento è proprio la chiarezza espressiva. Gli estratti, accompagnati alla chitarra da Allison Mondini, sono tratti da Romeo e Giulietta, Otello, La Bisbetica Domata, Amleto, Sogno di una notte di mezza estate, Enrico V e Riccardo III, schegge che punzecchiano il pubblico senza annoiarlo. Non è per niente paragonabile a quegli sbrodolamenti accademici di cui abbiamo un vago ricordo scolastico, è tutto estremamente piacevole, condito dall'ironia - di cui non era certo privo lo stesso autore - e dalle gag che un po' fanno anche il verso ai vizi e crucci degli attori più consumati. Ciò che fa più piacere in questi casi, è sentire l'entusiamo di chi proprio non voleva saperne e che, costretti a varcare la soglia del teatro trascinati dalle proprie consorti, hanno scoperto in Shakesperare qualcosa di nuovo, di inaspettato, che non immaginavano di trovare e son decisi più che mai ad approfondirne la conoscenza. Uno spettacolo che dona nuova vita ad un autore immortale, tuttavia imbruttito da cattivi interpreti e docenti. Ideale dunque, sarebbe vedere queste schegge raggiungere le scuole, per mettere finalmente pace tra scuola, shakespeare e gli studenti. A proposito, Shakespeare come ordinebbe un caffè? - Oh, esauditore di desideri, indossa le ali di mercurio e và a procacciarmi quell'oscuro nettare che possa finalmente strapparmi dalle braccia di Morfeo.
A.G.

SCHEGGE DI SHAKESPEARE
di: Stefano Mondini 
Con: Martina Barone, Francesca Caracci, Fabio Cavalieri, Carlotta Guido e Sacha Pilara 
Alla chitarra: Allison Mondini

dal21 al 24 febbraio presso

TEATRO TESTACCIO
via R.Gessi 8 - Roma
info e prenotazioni: 06-5755482  

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