mercoledì 20 marzo 2013

Buonanotte Mamma, regia G. Oppedisano. Teatro Stanze Segrete. Recensione

Uno spettacolo del tutto singolare, che immerge il pubblico in un’atmosfera di tensione e suggestione, pur proponendo inizialmente una situazione assolutamente quotidiana. Vediamo in scena due donne, Thelma e Jessie, una vecchia madre che ospita una figlia, sola, fallita, impotente, forse come lo è stata la madre stessa. Due generazioni femminili dell’epoca moderna, prigioniere e conviventi in una casa-utero, dove ritornano sempre più indietro, cercando di capire dove si è interrotta la vita e come mai non c’è più la forza di ricostruire. Non c’è più l’amore, prevale la sconfitta, il dolore, la resa. Una madre impotente di fronte all’unica decisione che la figlia ha saputo prendere liberamente: quella di morire. Il pubblico è immerso in questa scena grazie al particolare spazio, il quale lasciando muovere le due attrici in un luogo neutro, senza palco né la classica quarta parete, circonda e protegge questa storia; tragica, grottesca e alquanto toccante, poiché fa rivivere a ciascuno un particolare ricordo famigliare. È impossibile rimanere indifferenti alla potenza di questo testo e alla relazione che esiste fra questa madre e questa figlia, esasperata fino ad assumere toni grotteschi, quando si agisce ancora nell’assurda quotidianità, ben coscienti di dover affrontare entrambe un imminente suicidio: passivamente la madre, direttamente la figlia. 
 

Molto intense e generose le attrici, sia nel percorso di creazione, sia nell’atto di rivelare la vita e la non-vita quotidiana di due donne arrivate ad un punto di svolta. Si muovono come fossero nella loro casa, riuscendo a stare in relazione grazie ad oggetti quotidiani, quali i barattoli del caffè e delle tisane, le ceste con la biancheria da ripiegare, pentolini per fare il cioccolato: le uniche vie di comunicazione per loro. Difficile la regia in uno spazio così particolare, ma costruita ad hoc riuscendo a permettere una ricostruzione reale di momenti importanti. Gesti e movimenti scenici sono molto precisi e aiutano a seguire anche i momenti di pesantezza, in cui il testo e l’interpretazione - a volte mantenuta su toni sempre uguali - potevano far disperdere l’attenzione del pubblico. Quest’ultimo, spesso elemento di distrazione per le attrici stesse, messe in contatto talmente ravvicinato con gli spettatori, che un semplice respiro rischiava di far esplodere la delicata bolla in cui le due attrici ricreavano una situazione tanto intima e intensa.


Risulta uno spettacolo ad ogni modo toccante e da vedere, che parla sicuramente ad ogni madre e ad ogni figlia, sebbene non sia una storia comune quella di una donna che decide di suicidarsi cercando di avvertire e allo stesso tempo confortare la sua genitrice. Si apre uno scenario che metaforicamente avvicina tutti alla storia di due donne rinchiuse in un utero ormai privo di sostanze nutritive, in apnea in un’atmosfera stagnante, dove si ricordano un passato ormai non più modificabile e scene di vita famigliare, emozioni, legami non più esistenti o vissuti con una sfumatura morbosamente edipica, in cui sia le attrici che il pubblico sono proiettati in un oblio infernale.
Valentina Nesi



BUONANOTTE MAMMA di Marsha Norman

regia G.Oppedisano
con Alessandra Ferro e Maurizia Grossi

visto al

TEATRO STANZE SEGRETE
Via della Penitenza 3 - Roma
06.6872690 / 3889246033 – info@stanzesegrete.it 

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