giovedì 8 maggio 2014

Se il sipario si apre 170 volte.. Il Malato Immaginario di Marco Bernardi al Teatro Eliseo

Una pioggia di luce scende sulla scrivania sulla quale Argante poggia la testa, sullo sfondo inquietanti maschere allineate appestano il sonno di Argante con incubi. Un'immagine di apertura che si ripete ormai da oltre 170 sere e di cui siamo ben lieti spettatori. Vorremmo che questa sia la norma, la norma di un teatro vivo, concreto, che si fa apprezzare e gira l'italia; vorremmo poter dire che sì, ci eravamo sbagliati, che il teatro, tutto, è un malato immaginario. E forse è così. Forse stiamo davvero immaginando questa crisi che paralizza l'attività artistica. La crisi più che di pubblico è artistica, perché di fronte ad uno prodotto artisticamente valido il pubblico spesso e volentieri risponde bene. Certo, non è un Eliseo sold-out quello di martedì 6, ma è comunque una platea viva e numerosa che torna per sostenere uno spettacolo a grande richiesta. Allora se è una malattia la nostra, possiamo dirci fiduciosi riguardo ad un recupero della salute artistica, allora ogni spettacolo può diventare un clisterino teatrale da somministrare per augurarci una pronta guarigione. Un successo meritato quello della versione del Malato immaginario firmato Marco Bernardi, perché ha saputo cogliere il frutto dell'idea di Molière - il quale morì pochi minuti dopo la quarta replica - restituendoci un testo certamente brillante e comico, ma dal rovescio della medaglia amaro, che mette in luce una certa solitudine esistenziale. Uno spettacolo più che godibile, con al centro la figura di un sontuoso Paolo Bonacelli, ironico, capriccioso, quasi infantile nelle sue farneticazioni. Anche se spesso sentiamo farfugliare il suo Argante non troppo chiaramente, cosa che si addice ad un vero malato, è uno smacco che si può perdonare ad una grande personalità come Bonacelli. Accanto a lui una straripante Patrizia Milani nei panni di Tonina, protagonista di un'interpretazione indimenticabile, che per la sua vigorosa forza quasi non ruba lo scettro di re al protagonista. Come assolutamente convincente è risultato Carlo Simoni nel ruolo del fratello Beraldo. Seppur in ruoli minori, hanno esaltato il pubblico meritandosi applausi a scena aperta Roberto Tesconi e Fabrizio Martorelli.
E via tutti gli altri e ci duole non citarli tutti, perché ognuno con la sua presenza ha contribuito ad arricchire questa messa in scena, che per via della sua semplicità, della frugalità dell'allestimento scenogrofico, ha messo al centro proprio gli attori e le loro interpretazioni. Per una volta non siamo ammaliati da strutture irreali e pirotecniche, non veniamo allietati da giochi di luce, tutto è rimesso alla capacità degli artisti sulla scena di accattivarsi i favori del pubblico. E questo viene fatto senza esagerazioni, senza recitazioni smodate e forzate, ma con una maestria che da una parte rispetta la tradizione, dall'altra risulta assolutamente fresca e moderna. E ciò che più conta non è questo o quell'attore, tutti sono diventati protagonisti, tutti si sono divertiti in questa rappresentazione. Abbiamo visto un gruppo solido e affiatato, cosa rara quando nel cast circolano nomi importanti. Onore dunque a Marco Bernardi, che ha saputo amalgamare un gruppo nutrito ed eterogeneo di attori, all'interno del quale non emergono prime donne e non appaiono ruoli ombra, ma tutti sono diventati essenziali alla buona resa dello spettacolo. E abbandonando la sala ci siamo sentiti, come dire, un po' più in salute. Da vedere
Matteo Di Stefano

IL MALATO IMMAGINARIO di Molière
regia MARCO BERNARDI
con Paolo Bonacelli, Giovanna Rossi, Gaia Insegna, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Massimo Nicolini, Libero Sansavini, Fabrizio Martorelli, Roberto Tesconi, Maurizio Ranieri, Riccardo Zini.

dal 6 al  25 maggio 2014 presso

TEATRO ELISEO
Via nazionale 183, 00184, Roma
ufficio stampa: Maya Amenduni

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