domenica 5 febbraio 2017

Reincarnazioni

(nell'immagine un dipinto di Jacek Yerka)


Sogno mari del nord, gelidi, ritempranti
Sogno derive, turbinii e poi quiete
Sogno onde funeste
Sogno sirene
Sogno di avere le branchie
Sogno isole
Sogno approdi solitari
Sogno capanne
Sogno scritte cancellate dal mare
Sogno messaggi in bottiglia
letti da chissà chi
chissà dove

Post-Matteo
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venerdì 20 maggio 2016

Terza guerra mondiale | #poesia



Accompagnamento musicale consigliato:

 Tacerò, ininterrottamente
lascerò che qui marcisca
ogni stupida idea, silenzio
ne sarò il Re, come Arthur
- mio gemello di sconfitta -
muri alti, impenetrabili
senza possibilità d'attacco.

Il processo di pace, Addio
armistizi: siamo in guerra!
Lontani! Lontani vi dico!
Invasori della mia terra
qui si spara, lasciatemi!
Non tentatemi, lontani
o tra le lacrime io sparo!

Io non conosco  Amore
di che parliate non so,
Poesia? Fiori? Sbagliate
mai da questo cuore uscì
altro da violenza o guerra
dell'amor facciamo a meno.

Conosciamo i vostri giochi
rimuovere da noi difesa
è lasciar che si saccheggi,
ai vincitori il cuore, a noi
il dolore: conosciamo, via!
Via, pria che il sole schiuda
ai vostri occhi il volto stanco
fragile di chi porta il peso
d'una maschera. Già s'apre
lo spiraglio alla bontà, via
noi siam duri, siam soldati
non tremiamo ma colpiamo.

Colpo e fuga sotto viscere
frementi, la terra che trema,
un bel tramonto l'atomica
sganciata, i corpi son cenere
v'amai, un giorno, v'amai:
ora son soldato, dio di morte
bacio commosso le spoglie
vostre come mie, magari
nell'eterno giro ci vedremo
ancora, in un mondo nuovo
ci ameremo, ma non ora
non ora...

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giovedì 19 maggio 2016

Il falso mito dell'uomo stronzo



Per conquistare una donna devi essere stronzo. Davvero? Allora le donne sono gli esseri più tonti che esistono sulla terra. Davvero donne? Dire "a me piacciono gli stronzi" equivale a dire "io non amo me stessa": gli stronzi non esistono, ve lo dice un uomo che sa essere carino e sa essere stronzo. Questo è un po' vero per tutti gli uomini. Cosa fa di un uomo uno stronzo? Il semplice fatto che non prova interesse, o ne prova poco, o che siete un bocconcino appetitoso con il quale condividerebbe con voi al massimo qualche sfrenata notte di passione. Se un uomo vi apprezza, se a un uomo piacete, toglierà tutto ciò che c'è di stronzo in lui per farvi diventare regine, per inchinarsi ai vostri piedi, per stendere tappeti rossi, si arrampicherà su un pendio per cogliervi una rosa: ma solo e soltanto se per lui rappresentate qualcosa. Al contrario se non gli interessate allora saranno spavaldi, impavidi, farfalloni, distanti, distratti, schivi. È ora di far crollare questo tabù dell'uomo stronzo e dell'uomo gentile. In ogni uomo esistono entrambi, quello che davvero fa la differenza è l'essere o non essere interessanti ai nostri occhi. Salviamo da questo falso mito tutti quegli uomini vittime di questa stupida leggenda, i quali poverini fingono di essere stronzi: perché se i vostri occhi brillano non riuscirete mai ad essere davvero stronzi, mettetevi l'anima in pace. Siate voi stessi, siate spontanei, siate generosi, siate amabili, affabili, eleganti, cortesi, siate tutto ciò che di bello vi suggerisce il cuore: state pur certi che la sconfitta non sarà la vostra.
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lunedì 18 aprile 2016

Baciami le nocche (più contenuti speciali)


A volte siamo costretti ad essere ciò che non siamo
A volte essere veri, duri ma giusti, è come essere morti
A volte vedono in te la grandezza ma a nessuno interessa
A volte gli inutili barbari saccheggiano ciò che sarebbe tuo
A volte, 
Sticazzi!

***

Dunque questo è il luogo di coatti, sbruffoni, arroganti? 
È dunque questo il luogo dove solo regna chi è stronzo? 
E quando sarà il luogo delle anime gentili ma inflessibili 
dei romantici, degli eleganti, degli umili, dei sapienti? 
Quando la bellezza vincerà sull'irriverente montatura? 
Quando saremo amati senza fingerci teste di cazzo? 
Questo è il mio gentil pugno: baciami le nocche! Così?
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lunedì 11 aprile 2016

Parlando di A.



Sono la sottocoscienza poetica
Lui l'esteriorità, io l'intimità
Lui il cinismo, io l'amore
Io dico ciò che lui non dice

Sono l'esilio della mente
i fiori regalati dal suo petto
strappati e in terra essiccati,
sono del doppio il canto muto.

Ciò che non è ma ambisce:
la catastrofe è il mio beneficio
dei suoi sogni l'amaro profeta
se pure ride in lui io piango.

E scrivo degli amori che non ha
 e in lui, un giorno, ricadrò -
quando i suoi amori e le mie muse
s'uniranno - nello stesso nome

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domenica 10 aprile 2016

Umiltà del nulla (ovvero Epitaffio a me stesso)

Mia è l'ombra,
Mio il silenzio
dai ruggenti sospiri.

La parola, la parola
anch'essa è perduta
mi vedrai nell'aria.

Mi sentirai
con l'autunno
un fruscio di foglie.

M'udirai
marino lamento
cingerti la vita.

Mi calpesterai
come neve nuova
in me calco, impronta.

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martedì 5 aprile 2016

La Musa Ignara

(Childe Hassam - Fifth Avenue Nocturne)

A te
che sai
fingendo di non sapere

A volte capita di iniziare a vedere colori
laddove prima era tutto un po' scuro
e viene voglia di vedere meglio


***

Deserto in piazza
fontane in festa
occhi nel vuoto
lacrime di vento
l'infinita attesa
che si manifesti
amabile l'Infinità.


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domenica 13 settembre 2015

Comunicati: Il teatro ti ricarica | mercoledì 16 settembre conferenza di presentazione della nuova stagione Teatro Kopó

Mercoledì 16 settembre alle ore 18 avrà  luogo la conferenza stampa di presentazione del cartellone della Stagione 2015-2016 del Teatro Kopó di Roma.  
Parteciperanno, tra gli altri, il direttore artistico Francesca Epifani e il direttore organizzativo Paolo Filipponi. Lo staff del Teatro Kopó sarà lieto di offrire un aperitivo ai partecipanti.



La nuova stagione del Teatro Kopó trasformerà il suo palcoscenico in una vera e propria finestra aperta sul mondo. Grazie ad un ricco cartellone, composto di 13 spettacoli, in scena prenderanno corpo i temi e i dilemmi che riguardano le vite di tutti noi. In linea con la sua mission, il teatro di via Vestricio Spurinna propone infatti un variegato programma i cui contenuti sono vicini alla sensibilità del pubblico. Pur trattando questioni attuali e spinose, gli spettacoli prescelti sono coinvolgenti sia per la varietà dei generi – commedia, commedia dell’arte, dramma, prosa – sia per la compresenza di registri stilistici diversificati, che vanno dall’ironia alla farsa fino alla riflessione più profonda. L’impegno del Kopó per la diffusione di una cultura teatrale innovativa e di qualità punta anche quest’anno su autori per lo più giovani e provenienti da ogni parte di Italia. Si inizia con un grande classico della letteratura come Dr. Jekill and Mr. Hyde. Ispirandosi al celebre romanzo di Stevenson, Fabrizio Paladin (1-4 ottobre) affronta l’ambivalenza psichica e morale dell’uomo moderno. A seguire c’è Belle Bandiere di Lorenzo Misuraca con in scena Emiliano Valente che, dal 15 al 18 ottobre, racconterà lo smarrimento dei militanti di sinistra nell’Italia di Renzi. La commistione di verità e falsità è un’altra caratteristica del nostro Paese e la pièce Trovata una sega di e con Antonello Taurino (30 ottobre - 1 novembre) indaga proprio la relazione vero-falso nel mondo dei media. Con la Compagnia dei Kilowattori, dal 12 al 15 novembre, rifletteremo sulle tensioni inespresse nei rapporti umani, anche in quelli apparentemente più rassicuranti, grazie ad Art, una commedia della straordinaria drammaturga Yasmina Reza. A giocare tra invenzione e realtà ci pensa la Compagnia Villari-De Luca con Cyrano dans la lune, dal 26 al 29 novembre, che ripropone in una chiave innovativa la popolare opera teatrale di Edmond Rostand. È la Sicilia di fine anni Settanta a fare invece da sfondo realistico a Le Bombe sono Tutte Buttane di Giuseppe Arnone per PTK (Produzioni Teatro Kopó) in scena dal 10 al 13 dicembre per raccontare la violenza mafiosa dietro l’omicidio di Peppino Impastato. Ancora Sud e ancora criminalità in Padroni delle Nostre Vite di e con Ture Magro per Sciara Progetti, in scena dal 17 al 20 dicembre. Lo spettacolo porta alla ribalta il racconto di un coraggioso imprenditore calabrese che si è rifiutato di pagare il racket alla ndrangheta. Alle donne e alla schiavitù del lavoro domestico è dedicata La Supercasalinga di e con Roberta Paolini, dal 21 al 24 gennaio, una pièce ironica e divertente sulle nevrosi indotte dalla ‘casalinghità’. Anche The Acquired Inability di Scappare di Edoardo Montrasio della Compagnia Metaskené, sul palco dal 4 al 7 febbraio, parla di nevrosi e alienazione vissute non tra le mura domestiche ma nel mondo del lavoro. In Xanax, commedia cult di Angelo Longoni, portata in scena dalla Compagnia Artstribù, dal 3 al 6 marzo, il tema portante è la complessità dei rapporti umani, anche di quelli nati per caso in un ascensore. D’altra parte, i luoghi del teatro sono tanti e molteplici e con Cingomma di e con Jessica Leonello, dal 17 al 20 marzo, ci ritroviamo in un vagone del mitico treno Milano–Palermo, in pieni anni Novanta, a riflettere su temi attualissimi come la migrazione, l’identità e le radici. Lo spettacolo Le Ragazze di Via Savoia, 31 di e con Elisabetta Tulli, dal 7 al 10 aprile, ci catapulta nella Roma dei primi anni Cinquanta, in un tragico fatto di cronaca che commosse tutta la città. La scala di un palazzo, dove 200 ragazze aspettavano di sostenere il colloquio per un solo posto di dattilografa, crolla. Sulle storie di quattro di loro è incentrata la rappresentazione teatrale che vuole riflettere sulla condizione delle donne in Italia. Alla centralità della questione femminile è dedicato anche l’ultimo degli appuntamenti del cartellone che vedrà Francesca Epifani, Direttore Artistico del Kopó, impegnata nell’interpretazione dell’intramontabile Una Donna Sola di Franca Rame, dal 21 al 24 aprile, uno spettacolo-denuncia che ci ricorda quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per conseguire la piena parità di genere. 

Per accrediti giornalistici e informazioni, potete rivolgervi a:                
Ufficio Stampa Teatro Kopó 
Pasquale Musella 
E-mail: stampa@teatrokopo.it | pasq.musella@gmail.com 
Mob: + 39 3331843295 Tel.: (06) 45650052 

Via Vestricio Spurinna, 47/49 00175 Roma 
Metro A Numidio Quadrato
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domenica 6 settembre 2015

Comunicati: Tour Italiano CCC ORCHESTRA

Il violinista Ashot Tigranyan e la sua Classical Concert Chamber Orchestra presentano il concerto “Vivaldi, Mozart e Paganini – Capolavori per violino” in occasione del tour italiano 2015 che si terrà ad Ottobre. 





È lo splendido Teatro Carlo Felice di Genova la cornice da cui prenderà il via il secondo tour italiano del rinomato violinista Ashot Tigranyan e della sua Classical Concert Chamber Orchestra, dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto lo scorso anno. La tournee, infatti, partirà dalla sala genovese il 3 ottobre 2015 e l’orchestra si esibirà in una selezione delle opere maestre dei compositori Vivaldi, Mozart e Paganini; toccherà, poi, le città di Torino, Milano, Asti, Siena, Mantova, terminando il 17 ottobre a Pesaro. 

La prima parte della performance include il concerto per violino n° 4 di Wolfgang A. Mozart e “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, mentre la seconda presenta una selezione di brani del compositore e violinista italiano Niccolò Paganini. 

 Formatosi nel conservatorio di Mosca, dove studia con il leggendario violinista russo Leonid Kogan, Ashot Tigranyan fonda la Classical Concert Chamber Orchestra, ensemble compatta e versatile formata da trentacinque virtuosi provenienti da America e Europa, nel 2006. L’orchestra si è esibita inizialmente in diverse città degli Stati Uniti e dal 2012, dato il crescente successo e la popolarità ottenuta, ha raggiunto l’Europa suonando nei teatri e auditorium più rinomati di Spagna, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Italia, Francia e Regno Unito. 

Lavorando in stretta collaborazione con il fondatore Ashot Tigranyan, i musicisti dell’orchestra mirano a catturare e ricostruire l’essenza dello stile musicale dell’antica scuola russa in un ambiente intimo e suggestivo proprio della musica tradizionale da camera; il Maestro Tigranyan si esibisce insieme ai suoi virtuosi e li dirige a mo’ delle tradizionali orchestre barocche, attraverso il suono melodioso del suo violino. 

Di seguito le date del tour: 
  • 3 ottobre – Genova // Teatro Sociale 
  • 4 ottobre – Torino // Auditorium Rai 
  • 8 ottobre – Milano // Auditorio Cariplo 
  • 9 ottobre – Asti // Teatro Alfieri 
  • 15 ottobre – Siena // Teatro dei Rozzi 
  • 16 ottobre – Mantova // Teatro Sociale 
  •  17 ottobre – Pesaro // Teatro Rossini 


 Per l’acquisto dei biglietti e per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito: 

 Acquistando il biglietto per uno dei concerti in programma, gli spettatori avranno la possibilità di partecipare al sorteggio che avverrà alla fine della tournée e che vedrà l’estrazione di un viaggio per due persone a Las Vegas (California). Per ulteriori dettagli consultare il seguente link: http://cccorchestra.com/vegas-trip/ 


RASSEGNA STAMPA

 “Molti di noi hanno una passione nella vita – alcuni trasformano questa passione in qualcosa di tangibile come fa Tigranyan col virtuosismo delle sue molteplici attività musicali.” 
B Beyond Magazine, Winter Edition, 2014 

“Ashot Tigranyan suona alcuni dei pezzi più famosi e studiati con naturalezza, ed è questo – la scomparsa dell’eccellenza tecnica dietro la spontaneità e la passione dell’uomo per il proprio strumento – a renderlo unico.” 
NonSoloCinema, October 2014 

“Aderendo allo stile tradizionale della Scuola Russa, la CCC Orchestra combina suoni caldi e vibranti alla ricchezza tonale per la quale è conosciuta in tutto il mondo. Il Maestro Tigranyan ha forgiato sonorità che rievocano la lirica operistica, e che non mancano mai di suscitare standing ovation – per questo nessun appassionato di musica classica dovrebbe perdersi un suo concerto.” 
Croydon Radio, March 2014 

 “Il repertorio è costituito da scelte coraggiose, soprattutto quando arrivano “Le Quattro stagioni” di Vivaldi.. nonostante questo ogni concerto è godibilissimo e suonato bene, grazie soprattutto a un’orchestra dal suono eccezionalmente pulito, in cui ogni elemento è in totale sincronia con l’altro.” 
Nottingham Post, February 2014 

 “Un lavoro necessario e brillante si manifesta nella varietà delle sfumature offerte dall’incisività immaginativa che la musica strumentale può suscitare. L’orchestra e il suo direttore e solista Ashot Tigranyan si sono esibiti nel più coinvolgente virtuosismo; grazie anche alle variegate trame, all’articolazione rapida e coordinata, alla ­uidità melodica e alla continuità della struttra sinfónica. 
Revista Ritmo, November 2013 


Per maggiori info sul tour, sull’orchestra e sulla vendita dei biglietti: www.cccorchestra.com 

UFFICIO STAMPA E PROMOZIONE 
Marta Scandorza 
pr@cccorchestra.com 
cell. 346492863
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lunedì 31 agosto 2015

Piccolo e squallido carillon metropolinato | Recensione

Facciamo un gioco, qui ora: prendiamo un pezzetto di gesso e tracciamo una linea bianca. Ora qui. Una linea ipotetica, bianca, da una parte mettiamo le cose belle, dall'altra le cose brutte. Da una parte mettiamo i bravi attori, i bravi registi, gli spettacoli belli. Dall'altra mettiamo gli attori cani, i registi (?), gli spettacoli brutti. O a voler essere buoni ridurre un lato alle cose decenti. Questo è solo un gioco, questa linea non esiste, bello e brutto sono confusi insieme in questo piccola e squallida periferia teatrale post moderna, sudicia e sembrerebbe sempre prossima al suicidio. Il brutto fa ombra al bello, il sudicio invade lo spazio del pulito, tutto appare scuro. Tracciamo una linea. Vorremmo tanto ma non ci è possibile, perciò ci limitiamo a giocare. Questo gioco però non lo abbiamo inventato noi, ma Davide Sacco, autore e regista di "Piccolo e squallido carillon metropolitano", spettacolo che già da qualche anno viene proposto in vari teatri italiani. Una linea, quella che i personaggi di questo spettacolo immaginano di tracciare per isolarsi dallo squallore, dal sudicio, dalle cose brutte. Esistenze periferiche di una periferia. Non è un modo per eliminare le cose brutte, ma tenerle più lontane possibile così che fanno meno male e ci si abitua. Ci si abitua a tutto, anche alle cose brutte; anche al cattivo teatro, se volete. Non vorremmo ma succede e allora in qualche modo una recensione diventa una linea, da una parte si scrive Sì dall'altra No. Anche se la classificazione non è mai così netta perché l'assoluto nell'arte raramente esiste. 

Diciamo dunque sì a questa danza macabra e immobile, legnosa - come appunto può essere quella di un carillon - in cui roteano i personaggi; diciamo sì al coraggio con cui si sceglie di scavare in realtà scomode, di mettersi in gioco con il racconto di fetide esistenze, quelle che ci sono, esistono all'ombra di una massa gioiosa e luccicante. Lo sporco c'è e ci viene mostrato, con uno spettacolo d'impatto emotivo, prima ancora che visivo. Un sottopelle inesploso, perché anche il vomito viene meno, ci si abitua a tutto, anche allo schifo. Quel rifiuto lo senti però uscire dalla pancia, trattenuto: quella di Mimma (Orazio Cerino), il fratello ricchione, costretto a vivere la violenza degli sguardi ostili, a prendersi cura di una madre malata e della sorella a cui si cerca di dare una seconda possibilità di vita. Almeno a lei. Lo schifo lo vedi galleggiare nel pesce rosso che dorme da sei mesi, sei obbligato a crederci perché sono gli occhi una trent'enne bambina, Mimì (Eva Sabelli), che lo chiede. Suoi sono gli occhi che rendono guardabile l'inguardabile, con giochi infantili di una donna mai cresciuta, forse per vero ritardo o forse come consapevole allontanamento da una realtà che si rifiuta: a volte si può anche scegliere di non crescere. Una fuga, dunque. Come fuga è quella di fratello sconosciuto (Giovanni Merano), terza enigmatica figura di questo squallido quadro di solitudini familiari, forse la più meschina e vigliacca, fuggito da una realtà oscena per nascondersi in una realtà forse non tanto diversa. Perché cambiando luogo a volte si cambia a volte solo lo sfondo, ma orrore e solitudine restano. E niente cambia, niente si muove in questo squallido carillon, le cornici di partenza dei tre personaggi sono le stesse nelle quali ritornano alla fine, identici, perché forza e coraggio per cambiare non ci sono, perché in fondo ci si abitua a tutto, alle cose belle e alle cose brutte, anche a fuggire, sempre.

PICCOLO E SQUALLIDO CARILLON METROPOLITANO
scritto e diretto da Davide Sacco
con Eva Sabelli, Giovanni Merano e Orazio Cerino
scene Luigi Sacco
costumi Silvia Tagliaferri
luci Francesco Barbera

visto presso

FONTANONE ESTATE
info@fontanoneestati.it - 06 5883226
Fontanone del Gianicolo | Via Garibaldi, 30 - Roma


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