domenica 5 dicembre 2010

Fiori di Dama

ad una dama addormentata

Ci bastava esser conoscenti,
conoscersi non era abbastanza.
Con le lettere interrogammo
cuore, testa, mezze strade,
tra gli uni e gli altri: sorrisi.
Era poca cosa la simpatia
dei Fiori di Dama colsi
sospirante i notturni petali.


Invitammo i cuori a rischiare,
dove crescevano ortiche
mani curarono margherite,
quanto piacevole fu sentire
il gusto nuovo dello scoprirsi.

Dicembre sui laghi volgemmo
regnando su isole di pace
ma sì pochi parvero i giorni
ch'esilio e fuga fu la Catalogna.
Con un sorriso da birbanti
voltati senza scendere
- per pigrizia o diletto -
guardammo quelle ripide scale:
come Fiori di Dama ovunque
sbocciarono le nostre notti
il tempo fece di noi un'alcova.

A scoter chiome gialle
e pungere disfatte lenzuola
con beffarde raffiche
l'opaco autunno venne,
e fu un qui dove quando
ad interrogare il giorno morente,
arrivò, senza avvertire,
piacevolmente inaspettato
il tempo delle brandine.

Matteo Di Stefano(nella foto il bacio di Munch)

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