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giovedì 11 maggio 2017

L'importanza di non chiamarsi Matteo

Matteo è il mio nome.
Matteo è il suo nome.
Matteo non esiste.
Matteo resiste.
Matteo perisce.
Matteo lenisce.

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Breve rigurgito

Monk non conosceva quella parola, distante milioni di passi com'era. L'urlo di quell'animale lo avrebbe terrorizzato anche a distanza se solo l'avesse udito. I decibel creavano un guscio di suono e nessuno poteva udire quello schiacciante scricchiolio. L'anima nessuno l'ha vista, ma quando si sgretola ha un suono terrificante dicono gli esperti. Riempie il cielo, gli animali scappano, i sacerdoti escono dalle basiliche per invocare la grazia di Dio e danno l'estrema unzione al mondo. Scricchiolii. Terrificante è il suono di un'anima che si schianta. Amen. Mentre nel guscio milioni di particelle umane, di nuvolette di fumo e sudore si mescolano in un nuovo processo chimico creando buchi neri attraverso i quali si varcano porte di nuovi universi. Gogo Jenny, corri anche incontro a quelle porte che si dissolvono. I vortici richiamano a sé i più deboli che diventano aria. Ansimante. Vibrante. L'eterno è un gioco troppo pericoloso per poterlo sfidare col pensiero; meglio sarebbe attaccare alle spalle la razionalità. - E il tuo fluire? - Procede a stento, caro Monk. Un momento navigo, un momento mi fermo a guardare le istruzioni. - Ecco: vedi quell'iceberg? È proprio questo il fluire: lasciarsi andare contro l'iceberg.
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Into the Night (Xiu Xiu)

Lacerazioni,
un modo come un altro
per sanare l'insanabile
vuoti a dismisura
espansione

A dismisura
espansione di un salto
verso lacerati vuoti
un altro modo
per sanarsi

Vuoti
espansi
altro modo insano
per lacerarsi
a dismisura
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mercoledì 10 maggio 2017

Nostalgie

Nostalgie di tempi andati, mai vissuti
Nostalgie di canzoni mai udite
Nostalgie della nostalgia
Nostalgie di brividi provati e da provare
Nostalgie di viaggi, di pianeti, di cieli
Nostalgie di città troppo illuminate
Nostalgie di utopie da realizzare
Nostalgie di utopie mai realizzate
Nostalgie di balli in piena notte
Nostalgie di spensierati sogni
Nostalgie di Chopin
Nostalgie di spiagge e libertà
Nostalgie di cose da dire
Nostalgie di parole strozzate in gola
Nostalgie di fogli sporchi di pochi versi
Nostalgie di cose che accadono
Nostalgie di meraviglie e cose belle
Nostalgie di quando era facile
Nostalgie di un sentire perduto
Nostalgie di un pianoforte
Nostalgie di note dell'anima
Nostalgie di lasciar accadere
Nostalgie di sarebbe facile
Nostalgie di tempi senza paura
Nostalgie di fiori colti e da cogliere
Nostalgie di paesaggi in cui perdersi
Nostalgie di quant'era bello la sera
Nostalgie di tienimi stretto
Nostalgie di felici calici
Nostalgie di rapporti umani
Nostalgie di umani
Nostalgie umane.
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domenica 5 febbraio 2017

Reincarnazioni

(nell'immagine un dipinto di Jacek Yerka)


Sogno mari del nord, gelidi, ritempranti
Sogno derive, turbinii e poi quiete
Sogno onde funeste
Sogno sirene
Sogno di avere le branchie
Sogno isole
Sogno approdi solitari
Sogno capanne
Sogno scritte cancellate dal mare
Sogno messaggi in bottiglia
letti da chissà chi
chissà dove

Post-Matteo
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venerdì 20 maggio 2016

Terza guerra mondiale | #poesia



Accompagnamento musicale consigliato:

 Tacerò, ininterrottamente
lascerò che qui marcisca
ogni stupida idea, silenzio
ne sarò il Re, come Arthur
- mio gemello di sconfitta -
muri alti, impenetrabili
senza possibilità d'attacco.

Il processo di pace, Addio
armistizi: siamo in guerra!
Lontani! Lontani vi dico!
Invasori della mia terra
qui si spara, lasciatemi!
Non tentatemi, lontani
o tra le lacrime io sparo!

Io non conosco  Amore
di che parliate non so,
Poesia? Fiori? Sbagliate
mai da questo cuore uscì
altro da violenza o guerra
dell'amor facciamo a meno.

Conosciamo i vostri giochi
rimuovere da noi difesa
è lasciar che si saccheggi,
ai vincitori il cuore, a noi
il dolore: conosciamo, via!
Via, pria che il sole schiuda
ai vostri occhi il volto stanco
fragile di chi porta il peso
d'una maschera. Già s'apre
lo spiraglio alla bontà, via
noi siam duri, siam soldati
non tremiamo ma colpiamo.

Colpo e fuga sotto viscere
frementi, la terra che trema,
un bel tramonto l'atomica
sganciata, i corpi son cenere
v'amai, un giorno, v'amai:
ora son soldato, dio di morte
bacio commosso le spoglie
vostre come mie, magari
nell'eterno giro ci vedremo
ancora, in un mondo nuovo
ci ameremo, ma non ora
non ora...

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lunedì 18 aprile 2016

Baciami le nocche (più contenuti speciali)


A volte siamo costretti ad essere ciò che non siamo
A volte essere veri, duri ma giusti, è come essere morti
A volte vedono in te la grandezza ma a nessuno interessa
A volte gli inutili barbari saccheggiano ciò che sarebbe tuo
A volte, 
Sticazzi!

***

Dunque questo è il luogo di coatti, sbruffoni, arroganti? 
È dunque questo il luogo dove solo regna chi è stronzo? 
E quando sarà il luogo delle anime gentili ma inflessibili 
dei romantici, degli eleganti, degli umili, dei sapienti? 
Quando la bellezza vincerà sull'irriverente montatura? 
Quando saremo amati senza fingerci teste di cazzo? 
Questo è il mio gentil pugno: baciami le nocche! Così?
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lunedì 11 aprile 2016

Parlando di A.



Sono la sottocoscienza poetica
Lui l'esteriorità, io l'intimità
Lui il cinismo, io l'amore
Io dico ciò che lui non dice

Sono l'esilio della mente
i fiori regalati dal suo petto
strappati e in terra essiccati,
sono del doppio il canto muto.

Ciò che non è ma ambisce:
la catastrofe è il mio beneficio
dei suoi sogni l'amaro profeta
se pure ride in lui io piango.

E scrivo degli amori che non ha
 e in lui, un giorno, ricadrò -
quando i suoi amori e le mie muse
s'uniranno - nello stesso nome

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domenica 10 aprile 2016

Umiltà del nulla (ovvero Epitaffio a me stesso)

Mia è l'ombra,
Mio il silenzio
dai ruggenti sospiri.

La parola, la parola
anch'essa è perduta
mi vedrai nell'aria.

Mi sentirai
con l'autunno
un fruscio di foglie.

M'udirai
marino lamento
cingerti la vita.

Mi calpesterai
come neve nuova
in me calco, impronta.

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martedì 5 aprile 2016

La Musa Ignara

(Childe Hassam - Fifth Avenue Nocturne)

A te
che sai
fingendo di non sapere

A volte capita di iniziare a vedere colori
laddove prima era tutto un po' scuro
e viene voglia di vedere meglio


***

Deserto in piazza
fontane in festa
occhi nel vuoto
lacrime di vento
l'infinita attesa
che si manifesti
amabile l'Infinità.


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