Monk non conosceva quella parola, distante milioni di passi com'era. L'urlo di quell'animale lo avrebbe terrorizzato anche a distanza se solo l'avesse udito. I decibel creavano un guscio di suono e nessuno poteva udire quello schiacciante scricchiolio. L'anima nessuno l'ha vista, ma quando si sgretola ha un suono terrificante dicono gli esperti. Riempie il cielo, gli animali scappano, i sacerdoti escono dalle basiliche per invocare la grazia di Dio e danno l'estrema unzione al mondo. Scricchiolii. Terrificante è il suono di un'anima che si schianta. Amen. Mentre nel guscio milioni di particelle umane, di nuvolette di fumo e sudore si mescolano in un nuovo processo chimico creando buchi neri attraverso i quali si varcano porte di nuovi universi. Gogo Jenny, corri anche incontro a quelle porte che si dissolvono. I vortici richiamano a sé i più deboli che diventano aria. Ansimante. Vibrante. L'eterno è un gioco troppo pericoloso per poterlo sfidare col pensiero; meglio sarebbe attaccare alle spalle la razionalità. - E il tuo fluire? - Procede a stento, caro Monk. Un momento navigo, un momento mi fermo a guardare le istruzioni. - Ecco: vedi quell'iceberg? È proprio questo il fluire: lasciarsi andare contro l'iceberg.
Nostalgie di tempi andati, mai vissuti
Nostalgie di canzoni mai udite
Nostalgie della nostalgia
Nostalgie di brividi provati e da provare
Nostalgie di viaggi, di pianeti, di cieli
Nostalgie di città troppo illuminate
Nostalgie di utopie da realizzare
Nostalgie di utopie mai realizzate
Nostalgie di balli in piena notte
Nostalgie di spensierati sogni
Nostalgie di Chopin
Nostalgie di spiagge e libertà
Nostalgie di cose da dire
Nostalgie di parole strozzate in gola
Nostalgie di fogli sporchi di pochi versi
Nostalgie di cose che accadono
Nostalgie di meraviglie e cose belle
Nostalgie di quando era facile
Nostalgie di un sentire perduto
Nostalgie di un pianoforte
Nostalgie di note dell'anima
Nostalgie di lasciar accadere
Nostalgie di sarebbe facile
Nostalgie di tempi senza paura
Nostalgie di fiori colti e da cogliere
Nostalgie di paesaggi in cui perdersi
Nostalgie di quant'era bello la sera
Nostalgie di tienimi stretto
Nostalgie di felici calici
Nostalgie di rapporti umani
Nostalgie di umani
Nostalgie umane.
Tacerò, ininterrottamente
lascerò che qui marcisca
ogni stupida idea, silenzio
ne sarò il Re, come Arthur
- mio gemello di sconfitta -
muri alti, impenetrabili
senza possibilità d'attacco.
Il processo di pace, Addio
armistizi: siamo in guerra!
Lontani! Lontani vi dico!
Invasori della mia terra
qui si spara, lasciatemi!
Non tentatemi, lontani
o tra le lacrime io sparo!
Io non conosco Amore
di che parliate non so,
Poesia? Fiori? Sbagliate
mai da questo cuore uscì
altro da violenza o guerra
dell'amor facciamo a meno.
Conosciamo i vostri giochi
rimuovere da noi difesa
è lasciar che si saccheggi,
ai vincitori il cuore, a noi
il dolore: conosciamo, via!
Via, pria che il sole schiuda
ai vostri occhi il volto stanco
fragile di chi porta il peso
d'una maschera. Già s'apre
lo spiraglio alla bontà, via
noi siam duri, siam soldati
non tremiamo ma colpiamo.
Colpo e fuga sotto viscere
frementi, la terra che trema,
un bel tramonto l'atomica
sganciata, i corpi son cenere
v'amai, un giorno, v'amai:
ora son soldato, dio di morte
bacio commosso le spoglie
vostre come mie, magari
nell'eterno giro ci vedremo
ancora, in un mondo nuovo
ci ameremo, ma non ora
non ora...
A volte siamo costretti ad essere ciò che non siamo
A volte essere veri, duri ma giusti, è come essere morti
A volte vedono in te la grandezza ma a nessuno interessa
A volte gli inutili barbari saccheggiano ciò che sarebbe tuo
A volte,
Sticazzi!
***
Dunque questo è il luogo di coatti, sbruffoni, arroganti? È dunque questo il luogo dove solo regna chi è stronzo? E quando sarà il luogo delle anime gentili ma inflessibili dei romantici, degli eleganti, degli umili, dei sapienti? Quando la bellezza vincerà sull'irriverente montatura? Quando saremo amati senza fingerci teste di cazzo? Questo è il mio gentil pugno: baciami le nocche! Così?
Io sono niente, meno di niente.
Sono un uomo che scrive, senza la presunzione di autovalutarsi bene; scrive perché sente di doverlo fare, di dover crescere col suo scrivere verso forme indefinite. A volte mi sento poeta, a volte rido di me per averlo pensato.
Sono un uomo che recita mille parti, sul palco e nella vita. Giorno dopo giorno mi guardo allo specchio e sono sempre diverso da quello ch'ero il giorno prima. Forse sono nessuno; solo a volte, qualche sera soltanto, quando si accendono i riflettori e questo mio corpo interpreta un personaggio, solo allora posso dire con certezza di essere stato qualcuno. Una sera....
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TEMPORALE
Ci fanno piccoli, in una piccola
irreale felicità
le nubi
che grandi e buie aumentano
portando vento ed elettricità,
venendo ad aggiungere lampi
ai video già guizzanti,
risalendo i prati bianchi
di un lungo giorno estivo -
Quel gran venire dà silenzio
alle mani che si tuffano e riappaiono
dalle tasche delle giacche
ed è più muto
e accelerato anche il sempre
del viavai:
le donne dentro di loro
risentono i bambini,
gli uomini risentono
le donne del passato, le nubi
sul capo danno nuova
memoria,
un brivido di serpe
nella colonna vertebrale.
Guarda le nubi sul mondo
e su questa piazza che dilata
dove tutto in fretta si disperde...
Restano i baristi sulla soglia
davanti ai tavolini vuoti
e alle sedie disordinate
a veder che battono i lembi alle tovaglie
e a scambiarsi, tranquilli, due cazzate.
Davide Rondoni Il Bar del tempo
Ugo Guanda Editore