(nell'immagine: un dipinto di Joan Mirò)Poesia di
Wisława Szymborska, poetessa polacca e vincitrice del Nobel per la letteratura nel 1996.
Futuro, Silenzio, Niente, tre strane parole esorcizzate in pochi versi, messe a nudo e private della loro particolare natura attraverso la poesia. Perché la poesia è un eterno presente che oltrepassa i tempi; perché la poesia è il suono dell'anima che silenziosamente prende vita su un foglio di carta e in esso si esalta nel suo canto muto; perché poesia può essere tutto, fuorché Niente.
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Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Traduzione di Pietro Marchesani
Lingua originale: Trzy Slowa NajdziwniejszeKiedy wymawiam słowo Przyszłość,
plerwsza sylaba odchodzljuż do przeszłści.
Kiedy wymawiam słowo Cisza, niszcz ęją.
Kiedy wymawiam słowo Nic,
stwarzam coś, co nie mieści się w żadnym niebycie.
English version: The Three Oddest WordsWhen I pronounce the word Future,
the first syllable already belongs to the past.
When I pronounce the word Silence,
I destroy it.
When I pronounce the word Nothing,
I make something no non-being can hold.
Translated by S. Baranczak & C. Cavanagh