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lunedì 30 settembre 2013

A una passante - Charles Baudelaire

 (nell'immagine un dipinto di John William Waterhouse)

***
 Ho il petto rigonfio,
ovunque vedo ragazze a forma di cuore;
i miei scudi son vulnerabili

 ***

La via assordante strepitava intorno a me.
Una donna alta, slanciata, a lutto, in un dolore
maestoso, passò sollevando e agitando
con mano fastosa il pizzo e l'orlo della gonna, 

agile e nobile con la sua gamba di statua. 
Ed io, proteso come folle, bevevo
la dolcezza affascinante e il piacere che uccide
nel suo occhio, livido cielo dove cova l'uragano. 

Un lampo... poi la notte! - Bellezza fuggitiva
dallo sguarda che m'ha fatto subito rinascee, 
ti rivedrò solo nell'eternità?

Altrove, assai lontano da qui! Troppo tardi! Forse mai!
Perché ignoro dove fuggi, né tu sai dove vado, 
tu che avrei amata, tu che lo sapevi! 
- Charles Baudelaire -


À une passante

La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d'une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l'ourlet;



Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l'ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.



Un éclair... puis la nuit! — Fugitive beauté
Dont le regard m'a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l'éternité?


Ailleurs, bien loin d'ici! trop tard! jamais peut-être! 
Car j'ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j'eusse aimée, ô toi qui le savais!

 - Charles Baudelaire -
(Fleures du mal)    
 

To a Passer-By


The street about me roared with a deafening sound.
Tall, slender, in heavy mourning, majestic grief,
A woman passed, with a glittering hand
Raising, swinging the hem and flounces of her skirt;



Agile and graceful, her leg was like a statue's.
Tense as in a delirium, I drank
From her eyes, pale sky where tempests germinate,
The sweetness that enthralls and the pleasure that kills.



A lightning flash... then night! Fleeting beauty
By whose glance I was suddenly reborn,
Will I see you no more before eternity?



Elsewhere, far, far from here! too late! never perhaps!
For I know not where you fled, you know not where I go,
O you whom I would have loved, O you who knew it!

- Charles Baudelaire -
(The Flowers of Evil)


 
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martedì 11 giugno 2013

L'Anima Bella

 (nell'immagine: un'opera di Achille Glisenti)

uccideteli! pria che trovino l'incanto!

Grottesche mie donne, frivoli
stambecchi dai seni volgari
pagliacci dai volti incipriati
rosse labbra di iene affamate
spolpate le vuote carcasse.

Io posso sentire tutte le anime 
sapete voi, d'un'anima bella
anch'essa donna, eppur angelo
bianco come i sogni miei puri?
Essa ride, stende candidi veli
squarcia il sudario notturno
ecco, dic'ora che l'amo, come
un'essenza, non un corpo: luce.

Tutti i paradisiaci istinti
sepolti dal suo tenero battito
l'ardore è un riserbo di porpora
(il corpo, che rozzo strumento!)
Splendore, ti custodirò in una cripta
dove un sorriso, goffo, inciampa.
A.G.

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venerdì 7 giugno 2013

Le ho dipinte io

 (nell'immagine un'opera di Van Gogh)

Le ho dipinte io
le stelle spente
dalle luci umane

E la luna
dal ventre gonfio
m'ha baciato.
A.G.

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sabato 25 maggio 2013

Lo sguardo oscuro

(nell'immagine: un'opera di Stefano Bonazzi) 

Piangendo, vedevo dell'oro - e non potei berlo.
(A.Rimbaud)

Tieni chiusi gli occhi
che hai raccolti dai pozzi
io amo i fondali neri
guardami e diverrò acqua.

Non aprirli per carità
anch'io debbo sorridere: 
tra la gioia e il tormento
sempre scelgo d'annegare.
A.G.

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domenica 19 maggio 2013

I poeti


 (nell'immagine un'opera di F. Bracquemond)

Amputate gli acrobati 
(cit. da un celebre murale)

Uccidete i poeti
feriteli a morte!
Fintantoché non resterà
d'essi una muta carcassa.

E quando son colmi di voluttà
trucidateli senza pietà
occultate i loro silenzi
lungo un'arena bianca

li divorino i granchi
siano rosi dal sale
il sole sia la loro brace
più non squittiscano!

 - Eppur si muove
feticcio immondo!
Seppur ei morto
esala tormenti!

Saremo mai liberati
dai loro canti disperati?
Oh che anime depravate
che tanfo quelle spoglie alate!

Ed ecco quei poveri Cristi
risorgere gonfi di cisti
sparate! uccidete! I cervelli
al core vogliono come orpelli!

Van cercando divine muse
perch'esse li disprezzino
inondar sì d'amaro strazio
il cammino all'uomo pratico,

e come rifiorisce la natura
come trema la terra dura
al passaggio del loro pianto
sparate! pria che trovino l'incanto!
A.G.

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sabato 18 maggio 2013

Il calcio di rigore

Che poi ecco, quando ti stai giocando un posto nelle coppe, ti prende come un'euforia, quella del calcio di rigore. La palla sul dischetto, la rete ampia e quell'omino tra i pali che prova a spaventarti con le sue braccia aperte. Perché c'è più gusto a tirare un calcio di rigore, è così. È come fermare il tempo, è una mescolanza di passato, presente, futuro. Apnea. Respira. Il pubblico non parla. E poi, poi quell'attimo, quell'attimo in cui il tuo piede colpisce il pallone e undici metri d'aria tagliati da un pallone, il tuffo del portiere... 
E' così diverso quando cerchi un rigore, certe partite possono essere risolte solo da un calcio di rigore, fai di tutto per procurartelo. Devi solo stare attento a non beccarti il cartellino giallo della simulazione. Tutto dipende da te, dal quel microvomimento che rende un tiro preciso o sbilenco. Tiro...
Non ci sono storie, un rigore è un rigore. Ed ogni azione è tesa a procacciare quell'attimo di tempo bloccato, quell'interminabile euforia che ti colloca in un punto indefinito dello spazio, quell'ipnotica incertezza di un futuro ipotetico. Tutti corrono intorno alla palla, tu rincorri invece fantasie d'area di rigore, fantasie di voci e voli pirotecnici, di maglie sporche d'erba, di rotolamenti, di ciuffi erbosi in bocca e tra i capelli, di polvere che s'alza e zolle che volano. Una stoccata...
Non è la partita in sé, è quell'attimo che decide, che divora in un'estati muta, orgasmica, un attimo che vale secoli e parole di mille poeti, che travolge con un niente le goleade del passato. Puoi vincere facendo goal su azione, puoi vincere tutte le partite, ma c'è sempre una partita che vale più delle altre e cerchi di buttarti in aria per procurarti un calcio di rigore. Non conta altro. Il goal su rigore è una sfida al tempo, al tempo che diventa indefinito istante..
Solo poter calciare, dal dischetto bianco, un piccolo grumo di cenere bianca, poof, e la gocciolina di sudore che scivola giù, la dove farà schizzare il cuoio più avidamente. Quanto siamo? Zero a zero. Ci vorrebbe un calcio di rigore: poi c'è quell'istante in cui si apre un varco e l'aria la senti nuova, magica, non più rarefatta, ma densa, di un clima, di un incantesimo, del giusto tocco che manda a vuoto un avversario, dal passo veloce che s'avvicina ai trenta metri e ancora una prodezza e un'altra, ed entri in area ed è uno stato di sogno, di grazia, tutta la vita davanti, avanti e indietro nel tempo, e poi swam, via uno e un altro, godimento d'anime swam, avanti e indietro swam, tempo e non tempo swam, sussurro di secoli swam e arbitro voglio un calcio di rigore! Arbitro: "rigore! rigore!" "e passa quella palla maledetto!" "passa che sono solo!" "rigore! rigore!" "ma che ti prende, passa!". E poi quell'ultimo tocco e poi..
Giù, il ginocchio sulla tua coscia e poi giù, senti la realtà distorcersi, tutto un girotondo di colori quando vai giù, non sai dove sei, quale il nord, il sud, giri, potresti essere morto senza saperlo, giri, dura un'eternità e poi giù...
E poi non esiste più tempo..
Fischio. Rigore. Goal.

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venerdì 17 maggio 2013

Alla notte

(nell'immagine un quadro di Edward Hopper)

Mi piaci amica Notte
perché in te languisco
teneramente l'aria
afferro e stringo;

perché sai esser spettrale
col tuo nero sepolcrale
sotto il tuo pizzo seducente
urlo silenziosamente.

T'amo poi perché temo
temo la brevità, il sonno
che sfugge e ti consuma
l'incanto che muore nell'alba.

Notte che proteggi gli amanti
i piccoli diavoli, gli ubriachi,
un lenzuolo di sospiri
dona a chi lungamente attende.

E abbi pietà di noi
dei poveri pazzi estasiati
ebbri di profumi fugaci
concedici i sogni migliori.

Notte io taccio, io so, farai
della mia anima uno straccio
e ciò ti rende bella:
Notte "ancora, ancora botte!"
A.G.

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lunedì 25 marzo 2013

Di' solo rimani

(nell'immagine un quadro di James Tissot)

..e vuole mordere la luce
che gli brulica sul viso.. 
(D.Rondoni)

Insegnami la vita
il mistero rivelato
dell'umano sguardo
tu che hai corso
e superato
il mio slancio

Quel fu
primo
attimo
mai spento.

Quel frugarti, 
frugarci
il passato
presente ancora

Quei fili infiniti
senza distanza
né tempo

Svegliami
da un sonno di anni
con gli occhi di ieri
senza dire
domani.

A.G.
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sabato 23 marzo 2013

Primavera

(nell'immagine un'opera di Caspar David Friedrich)

Quando il sole leverà
lo sbadiglio oltre i monti
pria che l'ombra offuschi
ancor quel po' che brilla
nuove gemme noi vedremo
lagrimar dagli alti fusti
e come gonfie poppe
penderan sulle bocche
inaridite dai cocenti indugi
dolciastri frutti proibiti;
starem sotto a spremere
goccia a goccia, ululanti:
passerà il livore, dalle labbra
come sbrodolosi poppanti
insozzeremo ogni cosa,
ridendo da anime felici.
A.G.


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lunedì 11 marzo 2013

Riflessi della settimana teatrale (15): consigli e sconti

Eh sì, anche noi come tutti abbiamo i nostri impegni. Strana la storia degli impegni. Passi periodi che non c'è niente, poi d'improvviso "BAM!", tutto di un colpo sei catapultato in una moltitudine da uscirne pazzi. Ma ci piace la frenesia; questo, che è un po' uno spazio diciamo del "tempo liberato" che riusciamo a ritagliare nelle corte giornate, ne paga un po' le spese. Nonostante questo, ci par d'avere rimandato a lungo. Saremo brevi, dimenticandoci che ci piace dilungarci in parole e metafore. Diciamo dunque che potremmo ribattezzarli suggerimenti teatrali urlati da un treno in corsa. Iniziamo con l'Argentina,  dove Gabriele Lavia è protagonista del monologo interiore di Fabrizio nello spettacolo La Trappola, trappo da una meravigliosa novella di Pirandello. Di grande interesse è anche lo studio sui Sei Personaggi in cerca d'autore (sempre di Pirandello per gli impreparati) fatto da Luca Ronconi con gli ex allievi dell'accademia Silvio D'Amico, in scena al Teatro India. Riproposto da anni, è ormai un amatissimo cult (con cast rinnovato) lo spettacolo Sono diventato etero!, scritto e diretto da Lorenzo De Feo, in cui si affronta la costernazione di una madre alle prese con un figlio omosessuale che all'improvviso dichiara la sua eterosessualità; in scena al Teatro Millelire. Dedicato alle scrittrici russe Anna Politkovskaya e Natalia Estemirova, assassinate nel 2006 e 2009, La vita cronica, una produzione TSI La fabbrica dell'attore - Odin Teatret, con regia di Eugenio Barba, è in scena al Teatro Vascello. Il difficile rapporto tra una madre e una figlia, la prima vedova, la seconda tornata single per l'abbandono del marito, costrette ad una convivenza forzata dai risvolti drammatici, è il nucleo centrale di Buonanotte mamma al Teatro Stanze Segrete. Risate garantite al Teatro Quirino (eh sì, non facciamo sempre i seriosi), con la commedia di Michael Frayn Due di noi, con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi. Per i più piccoli suggeriamo Luna sulla luna al Teatro Verde, una piacevole storia tra pupazzi e burattini, dove il pubblico non è solo spettatore, ma partecipa attivamente inventando filastrocche, cantando canzoni, rispondendo a indovinelli. Sempre al Teatro Verde, a partire da mercoledì 13, in scena Filiberto, il fantasma inesperto, liberamente tratto da "Il fanstasma di Canterville" di Oscar Wilde. Forse non esaustivi ma, da non credere, siamo riusciti ad essere sintetici: buon teatro.
A.G.


RIEPILOGO (vengono segnalati solo ridotti generalizzati)

- La Trappola, Regia Gabriele Lavia, Teatro Argentina, 9 - 24 marzo (ridotto! €18 €14, info e prenotazioni)**
- In cerca d'autore, studio sui "sei personaggi", Regia Luca Ronconi, Teatro India, 2 - 28 marzo (ridotto! €18 €10, info e prenotazioni)
- Sono diventato etero!, regia Lorenzo De Feo, Teatro Millelire, 12 - 31 marzo (ridotto! €12 €8, info e prenotazioni)
- La vita cronica, regia Eugenio Barba, Teatro Vascello, fino al 17 marzo (€15-€20, info e prenotazioni)
- Buonanotte mamma, regia Giuseppe Oppedisano, Teatro Stanze Segrete, 1 -17 marzo (€10-€13, info e prenotazioni)
- Due di noi, regia Leo Muscato, Teatro Quirino, 12 - 24 marzo (ridotto! €15 €10, info e prenotazioni)


BAMBINI
- Luna sulla luna, regia Mario Villani, Manuela Del Beato, Teatro Verde, 10-12 marzo (€7, info e prenotazioni)
- Filiberto, il fanstasma inesperto, regia Virginio De Matteo, Teatro Verde, 13-14 marzo (€7, info e prenotazioni)

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